mercoledì 28 maggio 2008

Solo.

Da ieri sera rifletto. E sono giunto alla conclusione che il mondo sta andando alla rovina. Vi spiego.
Sono partito dal particolara e attraverso un pensiero deduttivo sono arrivato al generale.
Ho cominciato analizzando la mia attuale situazione. (Che nessuno provi ad incazzarsi per quello che scriverò perchè va tutto interpretato in relazione alla mia mente) Mi sento profondamente solo. Delle certezze che avevo non me ne sono rimaste molte. Una volta i rapporti di amicizia erano molto più da amici. Le delusioni che ti danno le persone veramente importanti nella vita, lasciano ferite profonde, molto profonde. E quando stai precipidando e vedi che tutto intorno a te sta crollando i punti di appiglio per la tua salvezza non ci sono più. A chi o a cosa mi aggrappo? Il mio destino è quello di precipitare fino al fondo del baratro e della dimenticanza? Forse. Almeno in questo destino non sono più il solo. Quasi sette miliardi di persone mi stanno accompagnando perchè il mondo, inteso come esistenza e rapporti sociali, sta arrivando ai titoli di coda. "Come?" direte voi. Mancano appigli, manca ormai qualunque cosa che riesca a darti la speranza della salvezza. Gli ideali non li vuole più nessuno, perchè avere degli ideali comporta una necessaria coerenza nel fare e nel dire. Nessuno vuole più essere coerente, perchè altrimenti non potrebbe approfittare delle situazioni a proprio favore che andrebbero fuori dal seminato idealista. Un mondo guidato dal carrierismo e dall'opportunismo quali appigli ha? Quali certezze ha? La mia risposta è nessuna. Come nessuna è la possibilità che ha di salvarsi continuando a percorrere questa strada. Anche chi aveva le ideologie adesso non ce le ha più, perchè ha capito qual è la via più breve per una realizzazione personale illusoria. Vedo gente qualunquista e voltabandiera che gira con maglie del "Che" profanando la sua memoria, perchè quell'uomo aveva degli ideali, e fino in fondo ci ha creduto e li ha vissuti. Non voglio parlare di ideali giusti o sbagliati. E' tutto relativo. Tanto di cappello a chiunque abbia degli ideali, qualunque essi siano. La cosa che fa più male è vedere gente che ci governa o meno, senza ideali. Non sapete che dolore mi provoca, perchè rifacendomi al mio ragionamento stanno lì solo per vedersi i fatti loro. Io sono comunista. E' il mio ideale. E quando dicono che il comunismo è fallito, rifacendomi ad un film di Salemme, rispondo: "E' solo un caso che siano fallite le mie di idee, e non le tue." Tant'è! Ed è il mio ideale che mi da una speranza d'appiglio.
Conclusione. Non frega niente a nessuno di quello che penso, lo so. Ma dalla notte dei tempi l'uomo ha avuto bisogno di credere in qualcosa più grande di lui (divinità, leggi o ideali che siano), e se siamo arrivati fin qui lo dobbiamo a questo. Il credere e vivere secondo una guida.
Quindi, come io ho riscoperto nel mio ideale l'appiglio e la via per proseguire il cammino della vita, anche il resto del mondo credo debba farci un pensierino.
E' l'unica possibilità di salvezza quando stai precipitando.

1 commenti:

Antonio ha detto...

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!